Papigno, veduta del borgo e della valle di Terni

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Appartenenza oggetto
Altrui
Categoria
Acquerello
Nazione, Regione, Provincia
Regno Unito
Luogo di conservazione
Londra, Courtauld Institute
Materia e tecnica
acquarello su carta
Autore
Smith, John "Warwick" (Irthington, 1749 - Middle Sex, 1831)
Dimensioni
cm 23,5 x 30,4

Descrizione breve

John Smith deve l’appellativo di “Warwick” al suo mecenate George Greville, secondo conte di Warwick, il quale, colpito dal talento del giovane, nel 1775 si offrì di pagargli un soggiorno formativo di cinque anni in Italia. Nel nostro paese l’artista risiederà a Roma e Napoli, traendo grande profitto dal sodalizio e dagli stretti rapporti di amicizia con altri pittori inglesi in Italia negli stessi anni: William Pars, Thomas Jones, Francis Towne. In questo periodo egli evolverà rapidamente, orientandosi verso uno stile sempre più pittorico ed essenziale nelle forme, e sperimentando una stesura densa e corposa del colore, quasi a rivaleggiare con gli esiti dell'olio su carta. Rientrato in patria nel 1781, l’artista continuerà a lavorare come acquarellista, perdendo però in creatività e assestando la sua produzione sulla replica, un po’ ripetitiva, dei soggetti italiani.

Grazie alle testimonianze scritte pervenute, e alle puntuali annotazioni che compaiono in alcuni fogli suoi e degli amici, possiamo datare il soggiorno di “Warwick” Smith in val ternana al 1781, sulla via del ritorno in Inghilterra in compagnia di Francis Towne.

L’acquerello ritrae un’affascinante veduta dall’alto della val ternana, con il fiume Nera al centro, il borgo e i boschi di Papigno lungo le rive, la valle aperta in lontananza. Si tratta di un’inquadratura insolita nel corpus di opere dell’artista, che solitamente predilige orizzonti chiusi, serrati e non lontananti. Dato inoltre il grado di finitura rispetto ad altri acquerelli eseguiti in Italia alle stesse date, è possibile che il dipinto sia stato iniziato en plein air e completato in un secondo momento in studio. Nella veduta elemento reale e componente immaginativa si uniscono, creando un’immagine che coniuga la lucida resa della natura e del dato luministico e l’evocazione sentimentale del luogo ritratto.

Bibliografia

Bibliografia essenziale: Brilli, Neri, Tomassini 2002, passim; Brilli, Neri, Tomassini 2010, p. 34.

Bibliografia essenziale sull’artista: Onghi 1998-1999; Onghi 2000-2001; Ottani Cavina, Calbi 2005, pp. 304-305.